Posted by Finalsqualo on nov 22, 2009 in Film, Streaming
Tratto dall’omonimo libro di Stephenie Meyer, la saga dei vampiri centenari continua con l’uscita del secondo episodio della saga : New Moon. Edward è in crisi,poiché capisce che per Bella e la sua famiglia, lui e i Cullen sono una fonte di pericolo perenne. Così decide, assieme alla sua famiglia di lasciare la città, di modo che Bella possa dimenticarlo, e continuare a vivere la sua vita serenamente. A causa dell’allontanamento di Edward, Bella cade in una profonda crisi, che cerca di superare avvicinandosi all’amico indiano Jacob Black, il quale nasconde un terribile segreto : la licantropia. Il suo scopo principale è quello che venga mantenuto un patto importante, cioè che i vampiri non devono uccidere gli umani. Bella rimane sconvolta dal segreto di Jacob,a cui si sta legando sentimentalmente. Ma la ragazza, ossessionata dall’amore per il vampiro, pensa che gli possa accadere qualcosa di pericoloso, così decide di uccidersi gettandosi da una scogliera. Edward immaginando che la ragazza sia morta, vuole uccidersi. E per questo si reca a Volterra.
È una Microsoft in gran spolvero quella presente alla PDC 2009. L’azienda di Redmond ci ha fatti ingolosire con una promettente demo di Internet Explorer 9 per poi tirare fuori dal cilindro l’attesissima prima beta pubblica di Office 2010.
Il piatto era davvero troppo ricco per stramene con le mani in mano. Sono quindi balzato verso il mio famigerato notebook da guerra (un HP Pavilion con 1GB di RAM, processore AMD a 64-bit da 1.8GHz e scheda video ATI da 128-bit, per chi non se lo ricordasse), ho messo in moto il browser e mi sono avventurato in una prova su strada della nuova suite Microsoft. Questi i primissimi risultati, in video, testo e immagini.
Download e Installazione
Per scaricare Microsoft Office 2010 Beta non basta far altro che collegarsi su questa pagina Web, cliccare sul pulsante ‘Get It Now’, accedere al proprio account Windows Live e compilare un breve questionario. Il download consiste in un file .exe grande 684MB che si scarica tramite ActiveX o Java (dipende dal browser che si utilizza). Ricordatevi di appuntare il codice di attivazione che vi viene mostrato appena prima l’avvio dello scaricamento.
L’installazione di Office 2010 è pressoché identica a quella della versione precedente. A me ha impiegato poco più di 15 minuti per giungere al termine, ma sono convinto che su un computer più recente e messo meglio del mio notebook non ci metterà più di dieci minuti.
Perfezionare quello che viene da molti considerato il word processor migliore del mondo non era facile, eppure l’azienda di Redmond sembra esserci riuscita. La scelta di sostituire il menu diOffice 2007 (quello accessibile cliccando in alto a sinistra, sul pulsante con il logo della suite all’interno) in favore di uno più dettagliato e di stampo quasi classico mi è sembrata azzeccata, stesso discorso vale per il nuovo sotto-menu del pulsante ‘Incolla’ che permette di avere un’anteprima dettagliata degli elementi da incollare e di gestire la formattazione di questi ultimi. Un elogio particolare va agli effetti speciali applicabili ai testi: sfumature, colori, luci, ombre e riflessi che, sorprendentemente, non fanno perdere ai brani scritti le loro peculiarità di testi standard (controllo ortografico, ecc.).
Outlook 2010
Quella targata 2010 è una versione di Outlook all’insegna del social. Fra le principali novità del PIM/client di posta elettronica Microsoft c’è Outlook Social Connector, una funzione che permette di ricevere ed inviare informazioni in tempo reale su SharePoint (per ora funziona solo questo), Windows Live ed altri social network.
Da sottolineare, poi, la nuova struttura dei menu (finalmente è stata introdotta l’interfaccia Ribbon!) e la possibilità di raggruppare le e-mail in “conversazioni”, un po’ come accade in Gmail.
PowerPoint 2010
Più cresce è più questo software diventa sorprendente. La nuova versione di PowerPoint consente addirittura di tagliare i filmati senza usare programmi di terze parti e di incorporare video dal Web (come quelli di YouTube) nelle presentazioni. Senz’altro interessante la possibilità di esportare le dispositive in formati compressi quali AVI,WMV, WMA e MOV.
Office 2010: il resto
Prima di passare alle – momentanee – conclusioni su Microsoft Office 2010 Beta, eccovi una veloce panoramica video sulle “altre” applicazioni della suite. Vale a dire Excel 2010, Publisher 2010, InfoPath 2010 ed Access 2010.
Conclusioni
Avendo provato i programmi per non più di qualche ora, mi è impossibile trarre conclusioni degne di tale appellativo. Rimando quindi a data da destinarsi le analisi più dettagliate e mi limito a dire che Office 2010 rappresenta quell’evoluzione di Office 2007 che tutti noi auspicavamo.
La suite non propone stravolgimenti rispetto al passato. Sono bensì presenti tante piccole-grandi migliorie che rendono Office 2010 molto più al passo con i tempi di quanto non fosse l’edizione precedente ai suoi albori.
Quanto alle prestazioni, nulla da eccepire: al contrario della technical preview, che avevo provato su una macchina virtuale (in cui è molto difficile valutare la velocità di un programma), la beta di Microsoft Office 2010 mi è sembrata molto reattiva e rapida nell’avviarsi. Meglio della versione targata 2007, senza ombra di dubbio.
Posted by Finalsqualo on nov 17, 2009 in News, Torrent
Finisce un’era. E forse ne comincia un’altra. Cade il punto di riferimento di una delle più ferventi community del P2P: si reincarnerà in una realtà serverless e virtualmente inafferrabile
Roma – Questa volta The Pirate Bay è morta per davvero, perché a ucciderla sono stati i suoi stessi creatori. Ma si tratta di un’eutanasia che ha in serbo una rinascita potenzialmente deflagrante, capace in un sol colpo di nullificare le “indagini” antipirateria e traghettare una rete tradizionalmente centralizzata – quella basata su protocollo BitTorrent – in un network “serverless” e decentralizzato a tutto tondo. Un po’ come eMule e la sua rete Kad, ma cento volte più veloce.
Dopo più di sei anni di onorato servizio, con una operatività che recentemente andava a singhiozzo per via delle tante batoste in tribunale e della mancata vendita a una poco trasparente società svedese di Internet cafè, il tracker di The Pirate Bay – ovverosia i server su cui gli utenti facevano affidamento per connettersi ai peer e condividere i contenuti – va definitivamente in pensione sostituito da un sistema decentralizzato multi-componente per cui non serve nemmeno il download di un file .torrent per avviare il download.
Fermo restando il motore di ricerca sempre disponibile al solito indirizzo web, tutto il resto dell’infrastruttura “pirata” di TPB è stato completamente rinnovato: invece che con i torrent (che continuano a essere presenti ma sono destinati a sparire), ogni download viene ora avviato attraverso un Magnet link che punta, direttamente dal browser, all’hash di una qualsiasi risorsa scambiata su reti di P2P (in questo caso BitTorrent) senza passare per un puntatore “impacchettato” e da scaricare sul client locale
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Dai link magnetici si passa poi ai due componenti che prendono il posto della principale funzione del tracker, ovverosia la Distributed Hash Table e lo scambio di peer tra i peer stessi (PEX). A queste due modalità di connessione e ricerca fonti serverless viene demandata la fondamentale ricerca dei client da cui scaricare, trasformando nei fatti TPB in un semplice motore di ricerca di file su BitTorrent come ce ne sono tanti, partendo però da quel sito di file sharing a tutto tondo che è stato sin’ora.
“Ora che il sistema decentralizzato per la ricerca di peer è così ben sviluppato” scrive la crew della Baia sul blog del portale, “TPB ha deciso che non c’è più alcuna necessità di gestire un tracker”. La fine di un’era appunto, ma di un’era che “non risultava più al passo coi tempi”. Il server che aveva sin qui gestito il tracker della Baia può – letteralmente – finire in un museo, dicono i pirati svedesi.
Ma nello “shutdown” forzato del tracker TPB c’è di più, perché quelli della Baia stanno lavorando dietro le quinte per cercare di convincere anche gli altri portali BitTorrent a fare lo stesso passo, “magnetizzando” i download e demandando alla rete di hash del DHT il compito di fornire il servizio di ricerca fonti principale. Così facendo la dismissione del tracker svedese sarebbe foriera di una reazione a catena ineludibile e dalle conseguenze globali.
E le conseguenze non sarebbero soltanto di tipo tecnologico ma anche legale, visto che una delle caratteristiche prominenti nella ricerca di vittime su BitTorrent da parte delle organizzazioni “antipirateria” è proprio la presenza di un tracker da cui far partire le indagini. In forse anche il processo svedese ai responsabili di TPB, che con la trasformazione del tracker in un sistema serverless avrebbero paradossalmente – e a quanto pare involontariamente – ottemperato a una delle richieste fondamentali fatte dai giudici che li hanno a più riprese condannati.
Intanto che TPB prova a dar vita alla rivoluzione dei download su BitTorrent, infine, il “marchio” del portale continua tenere banco in Svezia dove c’è chi ha pensato bene di registrare il copyright del famigerato galeone assurto negli anni a simbolo del sito, e chi come il provider Black Internet decide di dare battaglia in tribunale contro l’ingiunzione – a suo dire illegale – che l’aveva costretta a tagliare l’accesso alla Baia.
Circa un mese fa, postai un software capace di criptare le immagini. Molto utile nel caso in cui dovevamo mandare un’immagine, magari per email, e volevamo essere sicuri che solamente qualcuno di nostra conoscenza riuscisse a guardarla. Il software che sto per presentarvi oggi, applica questo principio non solo alle immagini, ma ai file in generale.
Il software, in pratica, cripterà un file mediante una password inserita da noi. Dopo, per poter utilizzare ed aprire il file, avremo bisogno della stessa password. Quindi, sarà possibile inviare il file criptato, ed abilitarne l’accesso mediante la parola chiave precedentemente impostata.
Il software di oggi si chiama Conceal, e, come quello precedentemente descritto, è anch’esso facile da usare. Dopo aver fatto la necessaria installazione, potrete da subito cominciare ad usarlo.
Per criptare un file, potremo sia trascinarlo nella sezione “Encrypting”, sia usare un doppio click, ed avremo lo stesso effetto, solo che sarà necessario cercare manualmente il file.
Adesso si aprirà una piccola finestra. Qui potremo impostare la password, ma anche il tipo di criptazione. In questa stessa sezione, sarà possibile scegliere se il file originale dovrà essere sovrascritto (fate particolare attenzione in questo caso).
Per aprire le impostazioni avanzate della criptazione, dovrete cliccare Il tasto “Options”. Troverete diversi tipi di criptazione. Si va dalla più veloce, alla più accurata e quindi affidabile.
Per decriptare il file, è inutile che vi dica che basta un semplice drag and drop del file criptato nell’apposita area.
Insomma, un ottimo strumento per i maniaci della sicurezza che sono soliti inviare file.
Posted by Finalsqualo on nov 16, 2009 in Wordpress
Wordpress è un software libero e tutto il mondo che ruota attorno a questo CMS è prevalentemente Gratuito, proprio per rispettare la licenza con cui è distribuito il software. Ci sono alcuni plugin o alcuni temi che possiamo ritrovare a pagamento. I prezzi di tali prodotti sono mantenuti relativamente bassi, un tema si può pagare anche 15/20 dollari che è una cifra irrisoria per il prodotto che andiamo ad acquistare, molte volte di alto livello.
Ci sono però dei Webdesigner che preferiscono rilasciare i loro prodotti ad alto livello, creando addirittura dei canoni mensili che vi permettono di accedere ogni mese a un tema nuovo e di alto livello grafico, questi canoni possono raggiungere anche delle cifre abbastanza elevate. Oggi, vi segnaliamo un app store di plugin per Wordpress. Andiamo a vedere meglio di cosa sto parlando.
Molti di voi pensando a un app store, la prima cosa che pensano in questo momento è sicuramente Apple, infatti, il famosissimo app store di Apple, racchiude tutte le applicazioni per l’iPhone e iPod Touch. WpPlugins.com è un sito che racchiude tutti i plugin a pagamento per Wordpress. I prezzi dei plugin non sono così elevati come si potrebbe pensare, si parte da un minimo di 1,99 dollari, fino a un massimo di 40 dollari circa.
Il sito è nato da poco, adesso al suo interno troviamo solamente undici plugin, ma con il passare del tempo sono sicuro che ne arriveranno degli altri. Ogni plugin ha una sua pagina dedicata con una descrizione, una guida per l’installazione e una pagina di supporto. Plugin possono essere inseriti direttamene dagli autori, basterà registrarsi al sito e aggiungere il proprio lavoro.
Dopo Texturized Taskbar (per colorare la super taskbar), ISO Edition Switcher (per cambiare le edizioni delle ISO di Seven), iFX Seven Sound Creator (per creare schemi di suoni), Connectify (per trasformare i computer con Seven in hotspot Wi-Fi), VistaUACMaker (per risolvere i problemi di permessi su Seven con applicazioni disegnate per XP) e FIX WU (per sistemare Windows Update quando non funziona correttamente), eccoci ad un nuovo appuntamento con le utility create su misura per Windows 7.
I programmi che vi presentiamo oggi sono due, uno dedicato alla virtualizzazione ed uno alla (mera) estetica del menu Start. Eccoli in dettaglio, sperando che possano incontrare il vostro gradimento.
Desiderate portare la tanto chiacchierata funzione XP Mode di Windows 7 su edizioni del sistema inferiori alla Professional o su altre versioni dell’OS Microsoft? Allora non dovete far altro che installare questo programma, un ‘mezzo clone‘ di VirtualBox che consente di avere una macchina virtuale con Windows XP sempre a portata di click. Funziona anche su PC che non supportano la virtualizzazione hardware, consente di scambiare facilmente file tra OS reale ed ambiente vitualizzato e supporta le virtual machine nei formati VMDK, VHD, VDI e HDD. Qui una carrellata di video dimostrativi per capire meglio come funziona.
Appena installato Windows 7 vi è venuta una nostalgia canaglia del caro vecchio menu Start presente nelle vecchie edizioni del sistema Microsoft? Questa ne è una versione migliorata, addirittura capace di sfruttare le grazie dell’interfaccia Aero. Per avviare il programma, basta fare doppio click sul file cwsm.exe (è un no-install). Per chiuderlo, basta terminare il processo cwsm.exe dal task manager. Più facile di così
Quando si tratta di proteggere e mantenere al massimo dell’efficienza il proprio PC, tutti noi geek ben sappiamo quanti metodi legati alla sicurezza informatica sono diffusi lungo la grande rete.
Tuttavia, nonostante le svariate tattiche elaborate al fine di preservare la protezione della propria postazione di lavoro, risulta comunque difficile ottenere la massima sicurezza in ambito informatico, così da evitare di incappare in virus di vario genere, overblown e quant’altro possa mettere a rischio il nostro bel computer.
Molti utenti, proprio per i motivi sopra indicati, sono dunque convinti che per salvaguardare il coretto funzionamento del proprio computer risulti necessario acquistare del software specifico (è il caso ad esempio delle suite antivirus internet security), contando su una protezione più completa ed efficiente rispetto a quelli che vanno a configurarsi come prodotti freeware.
Tuttavia, se siete dei felici possessori di un OS di casa Windows e non avete intenzione di spendere del denaro per l’acquisto di antivirus e similari, allora di certo sarete lieti di apprendere che con un po’ d’accortezza e con gli strumenti giusti è possibile badare alla sicurezza del proprio sistema operativo, grazie agli efficienti strumenti che Microsoft e company mettono a disposizione, in modo completamente gratuito, alla propria fascia d’utenza.
In primo luogo vi è da prendere in considerazione l’ipotesi di installare il nuovo antivirus freeware, Microsoft Security Essential, rilasciato all’utenza soltanto da breve tempo.
Si tratta di uno strumento completo che permette di proteggere il nostro PC da virus, spyware e malware di vario genere, il tutto senza influire sulle prestazioni del sistema (cosa che generalmente avviene con strumenti analoghi) e soprattutto in modo completamente gratuito, tenendo però ben presente che lo strumento in questione non prevede una scansione di tipo euristico a cui si può far fronte tranquillamente utilizzando una giusta dose di buon senso ed evitando di installare sul proprio PC applicazioni potenzialmente dannose.
Al secondo posto, tra gli strumenti più efficienti per la protezione del nostro OS Windows, abbiamo il ben noto Windows Firewall.
Si tratta di uno strumento, già integrato nel sistema operativo, il quale, grazie all’abbondanza di funzionalità per la gestione delle connessioni in uscita, permette di ottenere un ottimo livello di protezione del PC, così da poter tenere sotto controllo ogni minima operazione impostando, per essere davvero sicuri, il livello di protezione avanzata.
La terza ed importante regola per proteggere il proprio sistema operativo, consiste invece nel mantenere attivo, in modo costante, Windows Update.
Infatti, l’aggiornamento regolare del nostro PC, attraverso il ben noto Windows Update, che di norma avviene in modo del tutto automatico, rappresenta un efficiente metodo per mantenere il proprio sistema sicuro così da poter correggere eventuali falle di sicurezza che potrebbero mettere a rischio il nostro PC e le sue funzionalità.
Le ultime due importanti operazioni da effettuare per difendere lo stato di salute del nostro computer consistono invece nel mantenere sempre aggiornato il software in esso presente e nell’effettuare la scansione di file specifici qualora destino sospetti.
Infatti, controllare che i programmi e le applicazioni da noi utilizzate siano tute aggiornate all’ultima versione stabile rilasciata, costituisce un elemento di fondamentale importanza ai fini della sicurezza informatica.
Proprio per questo motivo, risulta estremamente utile fare uso di uno strumento, quale l’efficientissimo Secunia PSI, il quale consente di rilevare le ultime patch rilasciate per ciascun software presente nella nostra macchina, il tutto in modo pratico ed immediato.
Per quanto concerne invece la scansione di un determinato file sospetto, possiamo fare affidamento su un ottimo strumento on the web quale Virus Total, grazie al quale è possibile effettuare una scansione online, sicura e gratuita, mediante la quale evitare di installare applicazioni potenzialmente dannose.
In sostanza, come dimostrato, è possibile proteggere al meglio il proprio PC anche usufruendo esclusivamente di questa suite artificiale di strumenti Microsoft combinati ed accorgimenti di altro genere.
Tuttavia, se adottate una metodologia di protezione differente e trovate che vi siano, lungo la grande rete o meno, strumenti più efficienti e sicuri da combinare insieme, non esitate a dire la vostra!
Dopo aver installato Windows 7, ad ogni avvio del sistema quest’ultimo cerca di effettuare un controllo di coerenza sul disco fisso? Se, al contempo, nel registro eventi di Windows sono presenti degli errori con codice NTFS e numero 55, potrebbe essere colpa di Avira AntiVir.
Sono infatti moltissimi gli utenti del celeberrimo antivirus gratuito, utilizzatori di Windows 7,ad aver riscontrato questo tipo di problema sulle loro macchine. Problema che ha una natura ancora abbastanza incerta e per il quale non è stata ancora fornita una soluzione ufficiale.
Per ora, quindi, non possiamo che affidarci a ‘mezzi stratagemmi’ come quelli illustrati di seguito. Alcuni sono drastici, altri meno, ma per il momento questo passa il convento.
Il primo tentativo da fare per risolvere la situazione è quello di aprire il prompt dei comandi con privilegi di amministratore, digitare il comando chkdsk c: /f /x (dove “c:” è il drive dove risiede il sistema operativo), premere il tasto Invio, riavviare il PC ed attendere che la macchina completi il controllo di coerenza del disco (la durata del processo dipende dalla grandezza dell’HDD). Se nelle ore seguenti a tale l’ errore numero 55 non compare più nel registro eventi, si può tirare un bel sospiro di sollievo: Avira non c’entrava niente con la problematica riscontrata nell’hard disk e non c’è bisogno di compiere ulteriori operazioni.
Nel malaugurato caso in cui il chkdsk continui a palesarsi ad ogni avvio del sistema, si può provare a disinstallare l’antivirus per poi reinstallarlo. In questo caso, è auspicabile l’impiego di programmi come Revo Uninstaller, che agevolano lo sradicamento totale dell’applicazione dalla macchina (rimuovendo, quindi, anche eventuali anomalie dal registro).
Se nemmeno la nuova installazione di Avira AntiVir sortisce gli effetti sperati, allo stato attuale delle cose, in attesa di soluzioni ufficiali, non c’è altra cosa da fare che cambiare programma antivirale. Per fortuna, di antivirus gratis italiano validi ce ne sono tanti in giro. Non occorre altro che scegliere quello che più si confà alle proprie esigenze ed installarlo, anche se in maniera momentanea.
Per avere news tempestive sul problema che affligge Avira AntiVir su Windows 7, tenete sempre d’occhio il forum ufficiale del programma.
Mi è capitato, purtroppo molte volte, di dover trasferire un file di immani dimensioni, e di non poterlo fare perché non avevo a disposizione memorie grandi abbastanza da contenerli e trasportarli. Abbandonavo così ogni speranza di un possibile trasferimento tra un Pc e l’altro. Ma se adesso si dovesse ripresentare questo ostacolo, avrei in mano un nuovo strumento.
Voglio parlarvi di un software capaci di sgretolare, di spezzettare un file. In questo modo, avremo tanti piccoli pezzi, che se reincollati tra di loro daranno il file di partenza. Tutto ciò, è alla base del funzionamento di Win Mend File Splitter. Trattasi, infatti, di un software capace di dividere letteralmente un file in più parti di minore grandezza naturalmente.
Vediamo ora più nel dettaglio come usare questo “coltello informatico”. Innanzitutto sarà necessario caricare il file che si desidera dividere. Come è possibile vedere dallo screenshot, è un passaggio molto facile e veloce. Dopo, per sbloccare le impostazioni successive, bisognerà inserire anche la destinazione dei file più piccoli.
Adesso sarà possibile impostare la divisione in due modi:
1)Scegliere in quante parti dividere il file;
2)Scegliere quanto dovranno essere grandi le parti divise.
Adesso è possibile cliccare il tasto Split
Per riportare tutti i file al loro posto, e ricomporre quello originale, dovremo andare nella seconda scheda del software. Qui dovremo impostare la provenienza dei file e cliccare infine sul tasto Merge.
Per gli amanti della grafica, è anche possibile cambiare il colore del software, mediante un semplice click su uno di quei quadratini colorati.
Posted by Finalsqualo on nov 9, 2009 in News, Tecnologia
Scajola ribadisce l’urgenza per lo sviluppo economico dei progetti bloccati, mentre Brunetta getta acqua sul fuoco
Roma – La dichiarazione dei giorni scorsi con cui il sottosegretario Gianni Letta ha congelato gli 800 milioni destinati alla sviluppo della banda larga ha acceso polemiche in Rete e voci contrastanti anche all’interno del Governo.
Il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola ha ribadito la necessità
del “doveroso sblocco dei fondi per alcune iniziative sulle quali è stato raggiunto un accordo ma per le quali non sono ancora state attivate le risorse”: fra di essi gli 800 milioni annunciati per colmare il digital divide italiano.
Il Ministro ha chiesto al premier Berlusconi di “accelerare al massimo sulla banda larga”, progetto che tra l’altro “permetterebbe di dare risposta anticiclica a molte crisi in atto”: creerebbe 50mila posti di lavoro e permetterebbe di aprire 33mila cantieri con un impatto positivo sul PIL pari a 0,2 punti percentuali.
Non è stata l’unica voce all’interno della maggioranza. L’urgenza è stata avvertita anche dal ministro per la Gioventù, Giorgia Meloni: “Non condanniamo l’Italia di domani a un nuovo ritardo infrastrutturale”. Anche il deputato Luca Barbareschi ha criticato, nel corso di un’intervista televisiva al programma Glob, la scelta del Governo che condannerebbe l’Italia all’arretratezza.
La Coldiretti nel frattempo aveva affermato che per lo sviluppo della banda larga nelle aree rurali sarebbero già disponibili anche 90 milioni di euro nell’ambito dei piani sviluppo rurale regionale cofinanziati dalla UE.
Meno allarmista il viceministro alle Comunicazioni Paolo Romani che minimizza tutta la vicenda: “la realizzazione del piano anti digital divide è già partita e va avanti, 264 milioni sono già in pancia a Infratel per vecchie dotazioni; a questi vanno aggiunti 160 milioni per fondi comunitari per la diffusione della banda larga nelle aree rurali. E poi ci sono i protocolli che stiamo stipulando con le regioni”. Per un totale già attribuito di “quasi 500 milioni dei 1.461 previsti dal piano”. Soldi tra l’altro già impegnati dal momento che la società creata appositamente, Infratel, “sta facendo le gare e sono già partiti gli scavi per le strade”.
Il ministro Renato Brunetta ha invece negato il blocco di Letta, confermando alla trasmissione radiofonica Il Brunetta della domenica: “Le risorse sono state semplicemente congelate perché, come ha spiegato il sottosegretario Gianni Letta, bisogna definire la tempistica, il quadro delle risorse necessarie per la fase finale della crisi”. E ha promesso che “il prossimo CIPE conterrà anche le risorse per la banda larga” e che “quest’anno si avvierà la macchina degli investimenti, gli 800 milioni che servono perché dal 2010 si possa superare il digital divide”.
Tuttavia sembrerebbe che il CIPE non sia stato affatto investito della questione in modo ufficiale, visto che agli atti non risulta sia stato toccato l’argomento se non nel dicembre 2007 e che l’ultima riunione sia stata solo l’occasione in cui il ministro Scajola avrebbe passato la richiesta di riavviare l’analisi sui fondi destinati alla banda larga. D’altronde la dichiarazione di Letta risale al 4 novembre, due giorni prima dell’ultima riunione del CIPE avvenuta. Eventualità questa che getta dubbi su quale sia l’iter da seguire affinché questi fondi siano scongelati.