Posted by Finalsqualo on dic 13, 2009 in
Gratis,
Software,
Windows

A partire dall’arrivo sul mercato dell’ attesissimo ed acclamato Windows 7, sono davvero tante le applicazioni e le utility rese disponibili dai più vari sviluppatori, mediante le quali viene offerta la possibilità, a ciascun utente intendo ad avventurarsi nel promettente mondo di Seven, di modificare il proprio OS includendo svariate tipologie di personalizzazioni.
Tuttavia, nonostante l’oramai popolarissimo Seven offra una gran varietà di strumenti e per di più altamente personalizzabili, parte dell’utenza ha comunque iniziato ad avvertire la mancanza di un accessorio che, in buona parte, aveva caratterizzato particolarmente il caro Windows Vista.
Si tratta infatti della barra laterale, assente in Seven, all’interno della quale era possibile inglobare i più svariati tipi di gadget, più o meno utili alla produttività dell’utente a seconda delle scelte effettuate.
Ma non disperate cari lettori di Geekissimo, poiché, per i più nostalgici ed esigenti è stato fortunatamente ideato un apposito strumento mediante il quale sarà finalmente possibile sopperire a questa mancanza.
Si tratta infatti di 7 Sidebar, ossia un applicativo gratuito ed esclusivo, che, come si può facilmente dedurre dal nome, permette di aggiungere una sorta di barra laterale in vecchio stile, direttamente sul desktop del nostro Seven
In sostanza si tratta di una sorta di gadget all’interno del quale è possibile aggiungere altri gadget, offrendo inoltre la possibilità di monitorare le attività in esecuzione sul proprio PC mediante l’inclusione di Windows Manager e permettendo dunque di visualizzare agevolmente tutte le finestre che sono state ridotte nella barra delle applicazioni.
Ma le funzioni offerta da 7 Sidebar non finiscono qui! Infatti, mediante modifica delle apposite opzioni, l’utente viene lasciato libero di scegliere se collocare l’applicativo alla destra o alla sinistra del monitor, secondo esigenze, e di settarne l’esatta collocazione nel caso in cui vengano utilizzati contemporaneamente due monitor.
Ovviamente, a discrezione dell’utente, sarà possibile scegliere se mantenere 7 Sidebar in primo piano o ancora selezionare se ricaricare automaticamente le anteprime delle finestre ridotte ad icona in Windows Manager.
7 Sidebar costituisce dunque un ottimo strumento per personalizzare ancor di più l’ultimo OS firmato Microsoft, includendo al suo interno un utile funzione di cui sicuramente i più esigenti avranno avvertito la mancanza.
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Posted by Finalsqualo on dic 11, 2009 in
Film,
Streaming

Una cheerleader posseduta del demonio si ciba dei ragazzi di un paesino del Minnesota. La sua migliore amica dopo averla uccisa fuggirà dal riformatorio per trovare la rockband satanista responsabile della trasformazione della cheerleader.
Titolo Italiano: Jennifer’s Body
Titolo Originale: Jennifer’s Body
Genere: Horror/Thriller
Durata: 120′
Segnalato da: Amantis
Streaming:
Megavideo (in arrivo)
Megaupload
Movshare
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Posted by Finalsqualo on dic 5, 2009 in
Film,
Streaming

Una commedia che segue le vicende di quattro coppie in vacanza in un esclusivo villaggio su un isola del Pacifico: una delle coppie deve risistemare il proprio rapporto, mentre le altre tre scopriranno che in quel villaggio la terapia di coppia non è esattamente un’attività opzionale.
Titolo Italiano:L’Isola Delle Coppie
Titolo Originale:Couples Retreat
Genere:Commedia
Durata:107′
Segnalato da:Admin
Streaming del film L’Isola Delle Coppie
Streaming:
Megavideo
Megaupload
YouLoad(video)
YouLoad(file)
MovShare
Zipd
DepositFiles
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Posted by Finalsqualo on dic 3, 2009 in
Film,
Streaming
Finalmente arriva al cinema uno dei film piu attesi del mese di dicembre. Uno dei comici piu noti della trasmissione Zelig esordisce al cinema con una commedia tutta da vedere . Checco un cantante pugliese che vuole sfondare nel mondo dello spettacolo …..

Titolo Italiano: Cado Dalle Nubi
Titolo Originale: Cado Dalle Nubi
Genere: Commedia
Durata: 100′
Segnalato da: admin
Streaming del film Cado Dalle Nubi
Megavideo
Megaupload
Depositfiles
Youload(video)
Youload(file)
Movshare
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Posted by Finalsqualo on dic 3, 2009 in
Gratis,
Software
Con l’evoluzione di Windows 7 sono altrettanto molteplici i tool, i wallpaper, i firewall e gli antivirus che si stanno adattando al nuovo prodotto di casa Microsoft. Capita che come tutte le evoluzioni i problemi siano dietro l’angolo.
Le problematiche che possono subentrare hanno una escalation di valore non del tutto differente a seconda di ciò che andiamo a modificare o perchè il sistema operativo fa le bizze. ( è Windows, che pretendete ?!? ndr ) Oggi vedremo come ripristinare, tramite un semplice tool, i problemi sul sistema operativo Windows Sette.

L’archivio occupa solamente 127 kb, il software è no install e offre la possibilità di correggere ben 50 problemi noti che potrebbero nuocere alla nostra quotidianeità. Qualora volessimo risolvere le problematiche su Windows Explorer, ad esempio ripristinare l’icona del cestino sul Desktop e simili, non ci rimane altro che cliccare su Windows Explorer, presente in alto sulla sinistra, e Fixare la voce apposita.

Non è finita qui. Infatti sono presenti altre voci come Internet & Connectivity, Windows Media, System Tools, Additional Fixes. Il tutto in maniera molto semplice ed esaustiva secondo le descrizioni relative alla problematica che andremo a risolvere. Il software si dimostra efficiente allo scopo e davvero utile a questo nuovo e giovane sistema operativo che ha preso vita da poco meno di due mesi.
FixWin | Download |
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Posted by Finalsqualo on dic 2, 2009 in
Giochi
Left 4 Dead è stata una delle migliori sorprese del 2008: una premessa stantia, quella degli zombie, rivista con enorme originalità sia come premesse, a cavallo tra il continuo citazionismo e la narrazione per immagini con le scritte sui muri, che come giocabilità, dando un nuovo e più profondo senso al concetto di cooperativa e impegnando a lungo nel divertentissimo, asimmetrico multiplayer competitivo.

Al contrario, il supporto che Valve ha dato al primo Left 4 Dead è stata una delle più amare scoperte dei 365 giorni successivi: nulla di drammatico per gli standard a cui siamo soliti, sia chiaro, troppo poco però per quello che spesso i padri di Half Life hanno abituato a garantire, con pochi aggiornamenti spesso in ritardo, un toolset non all’altezza e un impietoso termine di paragone quale Team Fortress 2. Da questo punto di vista le lamentele precedenti a Left 4 Dead 2 ci stanno tutte. Ciò che invece non convince chi scrive è il discredito per tali cause di un prodotto che, preso singolarmente come inevitabilmente deve essere fatto, è ricco di contenuti e spunti molto più che sufficienti alla vendita come seguito, andandosi a scontrare piuttosto contro l’inevitabile mancanza del sense of wonder originale – ben celata dalle ottime aggiunte – e da una campagna meno ispirata delle altre.
Le basi di Left 4 Dead 2 sono inevitabilmente quelle passate, con i quattro sopravvissuti lasciati soli contro una quantità infinita di non morti. Questa volta il setting è quello della parte sud occidentale degli Stati Uniti, dalla Georgia fino alla Luisiana,andando quindi verso l’interno, e il primo punto a favore della produzione è l’essere riuscita a caratterizzare a dovere ogni singolo schema, rendendo credibili gli ambienti e dando un fine ai sopravvissuti, in viaggio per raggiungere i militari e la tanto agognata salvezza. Ovviamente non c’è una trama che non sia un pretesto per l’attraversamento delle mappe, però il misto di scritte all’interno dei rifugi e piccoli riferimenti durante l’azione, funzionano anche nella seconda iterazione.

Le campagne in questo caso sono state portate a cinque e dispongono di un numero variabile di mappe ciascuna – quattro o cinque – risultando più o meno tutte uguali come durata e presentando una maggior varietà di differenti meccaniche: sono stati implementati più momenti durante i quali attendere un evento come l’apertura di un cancello ma anche muoversi verso un dato punto il più in fretta possibile, facendo di questa un’esperienza più dinamica, anche grazie a scelte come l’affaticamento dopo un tot numero di spintoni, prima solo nel Versus post patch, che impedisce lunghe sessioni stretti in un angolo. L’inizio non è dei migliori per il semplice motivo che la campagna Centro di Morte è la peggiore della cinquina, una corsa attraverso un hotel di Savannah, in Georgia, e quindi il vicino centro commerciale che vede in un paio di passaggi, in una sala invasa dal fumo e alla caccia di un cartone di Coca Cola, i picchi di un’esperienza altrimenti anonima anche se in grado di regalare un finale, alla ricerca delle taniche per riempire il serbatoio all’auto per la fuga, che fa da tutorial alla modalità competitiva Cercatore. Passato il primo ostacolo, oggettivamente fuori dagli standard della produzione, le restanti quattro sono delle bellissime varianti sul tema di quanto tutti conoscono: il mancato stupore per la non più inedita formula viene rimpiazzato da mille situazioni di grande atmosfera, dal concerto finale di LunaPark Lugubre alle labirintiche pozze di Febbri di Palude, dalla conclusione in movimento lungo un ponte prossimo all’esplosione di La Parrocchia fino alla geniale andata e ritorno di Pioggia Battente, che propone lo stesso tratto di strada rifatto due volte, una in condizioni normali e l’altra sotto un diluvio di enorme pathos.
Il grande artefice della rigiocabilità di Left 4 Dead era il Director: le routine dell’intelligenza artificiale sviluppate permettevano di far apparire i nemici e i rifornimenti in modo dinamico, in base alla situazione dei giocatori, regolando anche elementi d’atmosfera come le musiche. In questo seguito si è lavorato in modo tale da non rivoluzione questo processo – niente creazione totalmente procedurale dei contenuti, ad esempio – ma di adeguarlo al maggior numero di oggetti ed espanderlo agli ambienti stessi, ora di dimensioni molto diverse tra loro, dai grandi spazi di un campo di granoturco eco di quello Blood Harvest nel primo capitolo alle strette vie di New Orleans.

Se per i primi si è trattato di limare il bilanciamento, per le ambientazioni è stato fatto un ottimo lavoro di personalizzazione delle campagne, modificando un giardino con un piccolo labirinto di siepi in La Parrocchia o la quantità di uragani in Pioggia Battente, tanto per dirne due. In questo caso il segreto della buona riuscita è il modo discreto con cui le modifiche vengono apportate, piccoli ma subdoli cambiamenti che quando portano alla rimozione di alcuni sentieri in Febbri di Palude, si fanno notare solo nel momento in cui ci si trova con l’acqua alla vita e i movimenti impacciati. Stesso discorso per le fiamme, ora molto più presenti e guidate che in passato. Per quanto riguarda gli oggetti il lavoro fatto è stato più che buono, con il defibrillatore per far rivivere i compagni e le munizioni aggiuntive, anche incendiarie ed esplosive, da portare solo se ce la si sente di rinunciare al medikit, mentre la bile del Boomer, utile da lanciare contro i nemici per farne prede dei loro stessi simili, in alternativa alle solite pipe bomb o alle molotov. Presenti ancora gli antidolorifici a cui si aggiunge l’adrenalina, perfetta per aumentare velocità e forza per un breve periodo, snellendo anche le operazioni di sollevamento da terra dei compagni feriti.
Discorso simile e diverso per le armi. La novità assoluta sono quelle per i corpo a corpo che si presentano in grande varietà – padella, katana, mazza da baseball, manganello e così via, una decina circa in tutto – e occupano lo slot altrimenti riservato alla pistola, uccidono al primo colpo i normali infetti ma sono dotate ciascuna di caratteristiche diverse; se ad esempio l’ascia permette di uccidere il nemico più vicino e sbilanciare gli altri più prossimi, la motosega non sembra infliggere un danno ad area ma è estremamente rapida da usare oltre ad avere una quantità finita di carburante. Molto testing andrà fatto in tal senso per scoprire tutti i punti di forza e debolezza di ciascuna, sicuramente però l’introduzione è significativa e cambia parecchio il modo di affrontare le ondate. Le armi da fuoco vengono invece aumentate in numero e per molte che sembrano delle rivisitazione – la vecchia Uzi e la nuova mitraglietta silenziata sembrano differire solo per colpi nel caricatore, a prima vista – altre sono del tutte inedite come l’Ak 47, molto buono dalla media e breve distanza, la Magnum o il lanciagranate, dotato di trenta colpi e devastante quando si riesce a non usarlo anche contro i compagni, consapevoli che le munizioni sparse per le mappe e nei rifugi non potranno rifornirlo.
Oramai il discorso relativo agli infetti dovrebbe essere chiaro: a quelli speciali già presenti in passato se ne aggiungono tre nuovi più altri semi-speciali – chi scrive non è riuscito a trovare termine migliore – caratteristici delle singole campagne. Le tre introduzioni principali sono il Charger, che carica il gruppo disunendolo e concentrandosi poi su un singolo malcapitato, il Jockey, che salta in testa e controlla i movimenti portando verso il motivo di percolo più vicino, e la Spitter, che sputa acido per terra creando pozze capaci di grandi danni. Quest’ultima è la chiave del successo degli altri due, da soli poco pericolosi ma devastanti quando uniti alla presenza delle suddette aree impraticabili; un sopravvissuto devitalizzato in mezzo al vomito della Spitter è un sopravvisuto prossimo al cambio di denominazione. Ci sono modifiche anche a quelli visti in passato, come la Witch che ora deambula anziché star ferma e si presenta anche più e più volte all’interno di alcuni ambienti specifici.

Gli infetti semi-speciali sono invece dotati della stessa energia di quelli comuni ma di caratteristiche difensive o offensive diverse: il poliziotto in tenuta anti sommossa va sbilanciato per avere la mira sulla schiena, unica parte scoperta, mentre l’uomo fango cammina a quattro zampe nell’acqua alta di Febbri di Palude, sporcando anche la visuale così da complicare la percezione di quanto si ha attorno. L’aggiunta sembra marginale, ma sapere che gli uomini dotati di tute per il contenimento biologico possono passare tra le fiamme, apre molti angoli ritenuti sicuri. Questi infetti possono anche lasciare sul terreno armi e rifornimenti specifici.
In generale, l’esperienza cooperativa di Left 4 Dead 2 è eccellente, ricca di contenuti e soprattutto diversa da quella passata, molto più varia e frenetica. Se quindi si pone, con Borderlands, ai vertici del genere in questo 2009, resta la settorialità dell’offerta e quindi il rammarico per un prezzo che su Xbox 360 magari potrà tener lontani i curiosi in cerca di qualcosa di nuovo o solo in parte convinti dal precedente episodio. I fan e gli entusiasti della prima ora ne avranno invece a lungo anche grazie alla modalità Realtà, che mantiene i quattro livelli di difficoltà ma introduce una serie di complicazioni come l’assenza delle aure attorno a compagni, nemici od oggetti, l’impossibilità di rinascere fuori dai rifugi e la diversa quantità di danni fatti ai comuni zombie in base alla parte anatomica colpita; una complicazione ulteriore di grande efficacia e capace di aumentare non poco la sfida. Discorso simile per Survivor, una partita effettuabile su particolari porzioni di alcune mappe e focalizzazata sulla sopravvivenza il più a lungo possibile, con un sistema di medaglie in base ai risultati ottenuti.
Visivamente il gioco si poggia ancora sull’amato Source Engine, che praticamente ogni anno dalla sua prima adozione con Half Life 2 si è aggiornato e adattato in modo più che convincente alle diverse necessità di Valve & co. Il peso degli anni si faceva sentire e si fa sentire, però l’atmosfera – prima campagna a parte – è ancora resa molto ma molto bene, con il team perfettamente in grado di sfruttare i punti di forza di un motore che è capace di rendere al meglio la vegetazione, le animazioni dei personaggi e le loro espressioni facciali, oltre a una serie di effetti legati all’illuminazione che sono stati rinnovati per l’occasione e, specialmente su PC, riescono a rendere bene la calda luce crepuscolare di La Parrocchia o l’inizio di una nuova giornata in Febbri di Palude.

Il resto è tutto lavoro artistico, d’atmosfera – la notte del passato non è più dominante, potrebbe non piacere ma una maggior varietà alla fine dei conti paga – e zombie, tantissimi zombie, ora pronti a morire perdendo diverse parti del corpo, in modo più credibile, mostrando un maggior numero di dettagli come l’accoppiata radio e ulna degli avanbracci. Proprio i non morti hanno poi subito un lavoro di diversificazione delle skin decisamente intenso e ben realizzato, con ad esempio il boomer che ora dispone di una variante femminile. Bene ancora le musiche, in buona parte il rifacimento di quelle già sentite ma riadattate alla tradizione del sud degli Stati Uniti, sempre fantastici i rumori, i versi e tutti gli altri elementi d’atmosfera.
Mettendo accanto le due versioni, Xbox 360 e PC, le differenze sono più o meno quelle del passato: oltre alla citata illuminazione, su PC la risoluzione maggiore rende meglio il lavoro fatto sulle texture e anche i colori ne traggono giovamento.
Posted by Finalsqualo on dic 2, 2009 in
News,
Windows
BigM afferma che il problema delle schermate nere emerso nelle ultime due settimane non sia in alcun modo legato agli ultimi aggiornamenti di sicurezza. Prevx conferma, ma punta il dito su una voce del registro
Roma – In un post apparso sul blog del Microsoft Security Response Center (MSRC) la mamma di Windows ha negato ogni relazione tra gli aggiornamenti di sicurezza di novembre e il cosiddetto Black Screen of Death. Problema che, come si è riportato ieri, la scorsa settimana era balzato all’onore delle cronache per un advisory pubblicato da Prevx, una società britannica specializzata in sicurezza.

Prevx sosteneva che le ultime patch di sicurezza di Windows andavano a modificare alcune voci di registro che, in certi casi, potevano generare incompatibilità con alcune applicazioni e impedire il caricamento del desktop di Windows: come conseguenza, dopo il login l’utente vedeva soltanto una schermata nera con una finestra di Explorer.
“Dopo approfondite indagini è emerso che gli aggiornamenti di sicurezza di novembre, il Microsoft Malicious Software Removal Tool e gli aggiornamenti non relativi alla sicurezza rilasciati a novembre su Windows Update non apportano le modifiche al registro segnalate (da Prevx, NdR)”, ha scritto Microsoft sul proprio blog. “Pertanto, non crediamo che gli aggiornamenti siano in qualche modo relazionati alle schermate nere descritte in queste segnalazioni”.
Basandosi sui controlli effettuati presso la sua rete internazionale di assistenza, Microsoft afferma che le schermate nere sembrano affliggere solo un numero molto limitato di utenti: lo scarso numero di segnalazioni, unito al fatto che nessuna di queste è giunta a Microsoft direttamente, renderebbe “impossibile” risalire con sicurezza alle cause del problema. “Sappiamo comunque – scrive il team del MSRC – che il problema delle schermate nere è associato ad alcune famiglie di malware come la Daonol”.
Ad alcune ore di distanza dalla precisazione di Microsoft, Prevx ha pubblicato un nuovo post in cui conferma sostanzialmente quanto detto dal big di Redmond, e scagiona gli ultimi aggiornamenti di sicurezza dai precedenti capi d’accusa. L’azienda si scusa “per ogni inconveniente il nostro blog possa aver causato” a Microsoft, ma insiste sul fatto che i black screen sono un problema reale e, a suo dire, legato ad “una caratteristica del registro di Windows relativa all’archiviazione di una stringa dati”. Secondo Prevx, un malware potrebbe modificare questa voce del registro per impedire il caricamento della shell di Windows, generando così il famigerato Black Screen of Death.
La società britannica sembra dunque confermare quanto già detto da Microsoft, ovvero che le schermate nere sono causate da certi malware. Ma, come fa notare Joe Wilcox su Betanews, né Microsoft né Prevx forniscono una risposta sul perché alcuni utenti di Windows abbiano sperimentato il Black Screen dopo l’installazione delle ultime patch di sicurezza. Wilcox ipotizza che tali aggiornamenti potrebbero aver annullato le modifiche apportate a Windows da alcuni malware e, facendo ciò, aver rotto un equilibrio: “Ho visto PC Windows resi parzialmente inutilizzabili dopo la rimozione del malware”, scrive il giornalista statunitense.
Una cosa sembra certa: le schermate nere all’avvio di Windows sono un problema già noto da tempo, ma sul quale si conosce ancora troppo poco. Come affermano certi esperti di sicurezza, le cause dei Black Screen sembrano più d’una, e non sono necessariamente legate al malware.
Per Microsoft questa potrebbe essere l’occasione giusta per indagare più a fondo e fare un po’ di chiarezza su un problema che, per quanto circoscritto, rimane sostanzialmente insoluto.
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Posted by Finalsqualo on dic 2, 2009 in
News,
Office
Office 2010, secondo indiscrezioni dovrebbe essere rilasciato nel prossimo giugno 2010. Nello stesso giorno verrà rilasciata, oltre alla versione per Windows, anche la versione per MAC OS X. Interessanti novità arrivano sotto l’aspetto delle versioni disponibili in commercio, infatti, compare la versione gratuita della suite ed altre 6 versioni a pagamento. Per quanto riguarda la versione gratuita, all’interno troveremo solo Word ed Excel 2010 con delle limitazioni.
Le versioni a pagamento, come dicevo, saranno sei: Starter, Home e Student, Home e Business, Standard, Professional e Professional Plus. La versione che Microsoft consiglia per gli uffici è la Professional plus che contiene tutti i software del pacchetto Office 2010, ad esclusione di Visio 2010 and Project 2010 che non fanno parte del pacchetto Office 2010.

Il pacchetto sarà disponibile per Windows XP, Windows vista e Windows Seven. Per ogni sistemi sarà disponibile la versione per i computer a 32 e 64 Bit. Non sarà disponibile la versione per Windows XP x64. Attualmente non sono disponibili i prezzi delle varie versioni. Office 2010, sarà composto dai seguenti software:
- Microsoft Access 2010
- Microsoft Excel 2010
- Microsoft InfoPath Designer 2010
- Microsoft InfoPath Filler 2010
- Microsoft OneNote 2010
- Microsoft Outlook 2010
- Microsoft PowerPoint 2010
- Microsoft Publisher 2010
- Microsoft SharePoint Workspace 2010
- Microsoft Word 2010
- Office Communicator 2010
Non faranno parte del pacchetto Office 2010, ma sono stati comunque aggiornati, i seguenti software:
- Microsoft Visio 2010 (non incluso in ogni pacchetto Office 2010)
- Microsoft Project 2010 (non incluso in ogni pacchetto Office 2010)
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Posted by Finalsqualo on dic 2, 2009 in
Gratis,
Software
Credo di poter affermare con estrema certezza che uso di più il computer che la TV. Devo dire anche che ne vado molto fiero, e sicuramente molti di voi concorderanno. Sul mio PC posso fare di tutto, ci studio e ci lavoro addirittura, per non parlare del tempo che posso perdere con qualche videogame. Insomma, un ottimo sostituto della più datata invenzione chiamate televisore.
Oramai posso guardarci anche i canali Rai. Una cosa però cambia dalla TV: non posso impostare un timer per lo spegnimento. Mi è capitato, con mio grande rammarico, di addormentarmi con il computer acceso. Non vi dico il senso di colpa che mi ha assale il giorno dopo quando apro gli occhi e trovo lo schermo acceso (l’ecologia per me è la prima cosa). Come ben sapete, però, è possibile implementare le funzioni del computer grazie a dei software.

Non credo di causarvi stupore se vi dico che esistono software per spegnere automaticamente il computer. Ne esistono di tutti i tipi, molti dei quali anche freeware. Nella maggior parte dei casi, però, le funzioni sono così tante che è quasi disorientante impostare un’orario di spegnimento (se pensiamo che siamo anche in uno stato di dormiveglia…).
Servirebbe qualcosa di estremamente semplice e velocemente impostabile. Il nome del software di oggi è Sam Shutdown Time. Questo piccolissimo software freeware, vi consentirà di impostare al volo il tempo dopo il quale spegnere la macchina.
Insomma, fate come me, tenetelo sempre a portata di mouse, in modo tale da essere pronto nei momenti in cui lo stato di veglia potrebbe tradirvi.
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Posted by Finalsqualo on nov 27, 2009 in
News,
Torrent
Dopo tanti guai, e lo spiraglio di una possibile soluzione, non c’è stato niente da fare: Mininova ha dovuto prendere una grave decisione, una decisione che senza dubbio influenzerà tutto il mondo del p2p, oltre ovviamente la composizione e lo stesso indice di gradimento della sua community: la rimozione, totale ed irreversibile, di tutti i torrent considerati illegali. Una scelta dovuta per evitare la chiusura e pesanti sanzioni, ma che lascia l’amaro in bocca ai tanti utenti che utilizzavano Mininova abitualmente od occasionalmente.

L’annuncio, pubblicato anche sul blog ufficiale, era nell’aria già da un pò di tempo, visti i ripetuti ammonimenti rivolti a Mininova dai vari giudici impegnati nell’inchiesta, ammonimenti che il famoso tracker ha però sempre preso seriamente in considerazione, a differenza di ThePirateBay che li ha sempre disprezzati cercando di sfuggire alla legge e di proteggere il suo enorme archivio pieno zeppo di contenuti illegali, arrivando addirittura a trasferire tutti i suoi server in un bunker a prova di bomba, salvo poi perdere tutto.
Chissà quali saranno le ripercussioni sulle visite di Mininova, sulla sua evoluzione e sulla sua reputazione online. La maggior parte degli utenti sicuramente sfruttava il tracker solo per i suoi contenuti illegali, utenti che sicuramente migreranno verso altri lidi non ancora turbati dalla tempesta giuridica intorno al p2p. E voi? Vi lasciamo al sondaggio, ma non dimenticatevi di giustificare e commentare la vostra risposta nei commenti!
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